La storia

L’idea del Treno della Memoria nasce nell’estate del 2004. Eravamo all’epoca un gruppo di ragazze e ragazzi molto giovani, tra i 18 e i 25 anni. Sentivamo fortissima la necessità di ragionare su una vera risposta sociale e civile da dare alle guerre e ai conflitti attraverso l’educazione alla cittadinanza attiva e la costruzione di un comune sentirsi cittadini europei.
In questi anni abbiamo incontrato e viaggiato con partigiani ed ex deportati. Oggi anche gli ultimi di loro ci stanno salutando, lasciandoci con le nostre debolezze e fragilità. Sentiamo sempre più forte la necessità di difendere la memoria dei fatti di allora e la lezione tratta affinché la memoria non resti solo un monile da spolverare in occasione del 25 aprile o del 27 gennaio.
Fra le testimonianze dei ragazzi e delle ragazze, che tutti gli anni raccogliamo al nostro ritorno, è ricorrente l’espressione “dopo aver visitato Auschwitz con il Treno della Memoria nulla è più come prima”. Per questo abbiamo sempre definito il Treno della Memoria un pellegrinaggio laico. Un viaggio che costruisce comunità, un viaggio che ci contamina, che costruisce una nuova cittadinanza e ci cambia per sempre. Il Treno della Memoria parla di storia e memoria del passato ma anche di testimonianze ed impegno nel presente. Affinché ciò che è stato non debba più ripetersi dobbiamo riconoscere le tracce dell’odio e dell’indifferenza già presenti nella realtà dell’oggi e contrastarle con il nostro impegno quotidiano. Soltanto attraverso le testimonianze dirette e “toccando con mano” quello che è stato riusciamo ad avvicinarci alla conoscenza di ciò che fu il grande processo di produzione sociale di odio e indifferenza che interessò l’Europa e il mondo nel periodo storico trattato. Gran parte della popolazione rientrava infatti in quella che Primo Levi definì ne “I sommersi e i salvati “zona grigia”: una sorta di limbo irresoluto che la rese di fatto complice di un orrore che non voleva vedere o che riteneva essere troppo distante. Studiare e visitare Auschwitz e le ferite del ‘900 significa riflettersi nella storia e riflettere sui meccanismi profondi che regolano la nostra civiltà, figlia di quell’epoca.
Negli anni il Treno della Memoria ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio della Camera e del Senato e del Parlamento Europeo. Collabora stabilmente con il Museo statale di Auschwitz-Birkenau, con il Museo di Oskar Schindler, con gli Istituti italiani di cultura e con diverse università italiane e straniere.

Ogni anno con il Treno della Memoria partono oltre 150 giovani educatori volontari da tutta Italia che in questi anni di attività hanno accompagnato oltre 30 mila ragazzi e ragazze. Il Treno della Memoria è uno dei progetti più rilevanti al mondo sul tema della memoria della Shoah che prevede la visita al campo di Auschwitz-Birkenau.